martedì 19 maggio 2020

Step 17 : Abbecedario

Un abbecedario è un comune libro, che serve ai bambini per imparare l'alfabeto e le parole della lingua italiana.


abbecedario - Wikizionario


A  come  aeroplano

B  come  battello

C  come  carro

D  come  dati

E  come  e-mail

F  come  file

G  come  giga

H  come  Hermes

I  come  informazioni

L  come  locomotiva

M  come  messaggio

N  come  nave

O  come  online

P  come  persone

Q  come  quadriciclo

R  come  rete

S  come  spostare

T  come  trasloco

U  come  usb

V  come  viaggiare

Z  come  zattera




venerdì 15 maggio 2020

Step 16 : Un protagonista

Raymond Samuel "Ray" Tomlinson (inventore dell'email)

(Amsterdam, 23 aprile 1941 – Lincoln, 5 marzo 2016)



https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/0/01/Ray_Tomlinson_%28cropped%29.jpg

Come in tutte le storie che riguardano la nascita di Internet o dei servizi offerti dalla Rete, un punto importante è rappresentato da ARPANET (Advanced Research Projects Agency Network), il progetto portato avanti dal Ministero della Difesa statunitense per velocizzare la comunicazione tra i diversi dipartimenti. ARPANET è il progetto che ha dato vita a quello che oggi viene comunemente chiamato Internet, ma non è l'unica invenzione creata da coloro che lavoravano per la Difesa statunitense. C'è un altro servizio, sempre legato a Internet, che è nato all'interno di ARPANET: stiamo parlando della e-mail. Spedire un messaggio di posta elettronica a un proprio amico, parente o collega di lavoro è l'azione più semplice che ci sia. L'email è diventata lo strumento più utilizzato dalle persone per comunicare: ogni giorno vengono inviati milioni di messaggi in tutto il mondo. Il segreto del successo è legato alla facilità con cui inviare una e-mail: anche chi non ha esperienza con i computer impara immediatamente a spedire un messaggio. La nascita della e-mail è legata a Ray Tomlinson, uno dei ricercatori di ARPANET, che nel 1971 ha inventato un programma per far comunicare tra di loro i dipendenti del progetto statunitense. Tomlinson non è stato il primo a cercare di inviare un messaggio da computer a computer. Già nel 1965 al MIT di Boston alcuni ricercatori avevano sviluppato il programma MAILBOX che permetteva agli studenti di inviare dei messaggi ai propri colleghi. Ma il sistema non era abbastanza raffinato come quello realizzato sei anni più tardi da Ray Tomlinson.

Come nasce l'email

A volte nella vita di un genio c’è un passaggio che diventa fondamentale. Nel caso di Ray Tomlinson, questo “passaggio” avviene al MIT, dove negli anni Sessanta sta seguendo il suo dottorato. Un suo collega, vedendolo la sua bravura, ma anche i limiti che incontrava nel contesto universitario, gli consiglia di provare a farsi assumere alla BBN, un’azienda informatica molto all’avanguardia al tempo sulla realizzazione di infrastrutture di Rete. Ray viene assunto nel 1967 e da lì non è più andato via. I manager si accorgono subito del suo talento e quindi lo lasciano libero di provare cose. Lavora a una serie di progetti fino a quando nasce ARPANET. In quegli anni, i giovani informatici di talento come lui iniziano a interessarsi al primo nucleo di Internet. Ray cerca di capire come dare il suo contributo. Si imbatte allora in alcuni protocolli abbozzati dal SRI, acronimo di Stanford Research Institute, l’università che all’epoca è uno dei primi nodi della nascente Rete. Questo protocollo si chiama “Mail Box Protocol”Dopo averlo visionato, Ray è convinto di poter fare qualcosa di meglio. D’altronde il protocollo di SRI è troppo complicato: prevede di trasferire messaggi tra diverse caselle di posta, ma con il solo fine di inviare file da stampare.                                                                                                                                                                    «Era tutto troppo complicato. Quello che volevamo era solo consentire alle persone di inviarsi messaggi». I sistemi per inviare messaggi, attraverso il protocollo di SRI hanno due problemi:

1) I messaggi possono essere inviati non a una persona specifica, ma a una casella postale numerata.

2) Il sistema è molto limitato e permette di condividere i messaggi all’interno di uno stesso gruppo e su uno stesso computer. 

In altre parole, non è possibile inviare messaggi da un computer all’altro. D’altronde i computer sono ancora troppo costosi: per comprarne due servono più di 3mila dollari e per questo è una consuetudine che uno stesso computer sia usato da più utenti.Una volta individuati i limiti dei sistemi preesistenti, Ray lavora alla sua innovazione. Sta già sperimentando da tempo un protocollo per trasferire file e ne combina delle parti con l’idea di usarle per il trasferimento dei messaggi. Con la sua soluzione riesce a dividere il nome della macchina da quello dell’utente – tramite il simbolo “@” (usato ancora oggi)  e consente, grazie al “file transfer program” che ha ideato in precedenza, di inviare email da un computer all’altro.


È morto Ray Tomlinson, il papà dell'email - Focus.it

https://www.focus.it/site_stored/imgs/0004/016/ray-tomlinson.630x360.jpeg

La prima email la invia nel 1971. Più volte intervistato, dice di non ricordare quale fosse il messaggio. Forse qualcosa del tipo “QWERTYUIOP”, le prime lettere della tastiera. Appena soddisfatto delle funzioni della sua invenzione, la estende ai suoi colleghi. In che modo? Proprio con una email, nella quale spiega loro come usare il nuovo sistema. Ray attende più di vent’anni per vedere la sua invenzione usata da più persone. Solo nel 1993 il suo metodo inizia a diffondersi, pochi anni dopo la nascita del World Wide Web.  D’altronde Arpanet, anche nella sua massima estensione, aveva appena 1000 utenti e che dovevano alternarsi usando una 20ina di macchine. Malgrado l’attesa lunga, Ray resta sempre convinto che la sua invenzione avrebbe cambiato la comunicazione sulla Rete, così come poi è avvenuto. Ray è scomparso nel 2016 all’età di 74 anni. Qualche anno prima , nel 2012, è stato inserito dalla Internet Society nella Internet Hall of Fame.

https://assoprovider.it/storia-ray-tomlinson-inventore-email/

 https://www.fastweb.it/web-e-digital/storia-dell-email/






Step 15 : Nel Novecento

Aeroplano, l'invenzione che ha reso il mondo più piccolo.

Insieme all'automobile, al telefono, alla radio e alla televisione, l'aeroplano è una delle grandi svolte tecnologiche del 20° secolo che hanno davvero trasformato il mondo e la vita quotidiana. Grazie all'aereo è possibile per ognuno di noi spostarsi in un qualunque paese estero con un viaggio di poche ore. Distanze che un tempo sembravano enormi sono diventate brevi spostamenti e migliaia di persone nel mondo prendono l'aereo quasi ogni giorno come se fosse un treno o un autobus. L'uomo ha sognato per millenni di poter volare come gli uccelli, ma solo nel 20° secolo è riuscito a realizzare questo sogno grazie all'invenzione dell'aeroplano. Il nome aeroplano indica un mezzo volante più pesante dell'aria: sembra una banalità ma non lo è, perché una mongolfiera, per esempio, si alza in volo proprio perché dentro al pallone vi sono gas più leggeri dell'aria. Inoltre l'aeroplano è dotato di un motore e di ali fisse, cioè che non possono muoversi rispetto al corpo del mezzo. 


Aeroplano che vola nel cielo | Vettore Gratis

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L'aeroplano non è l'unico mezzo volante che abbiamo a disposizione, ma è il più veloce, il più conveniente e il più sicuro e per questo è oggigiorno quello più usato per il trasporto di passeggeri e di merci, nonché per le esigenze militari. L'invenzione dell'aeroplano ha completamente cambiato il sistema dei trasporti e ha reso il mondo, davvero, molto più piccolo. Oggi bastano dieci o dodici ore anche per andare dall'altra parte della Terra, un viaggio che poco più di un secolo fa avrebbe richiesto diverse settimane in mare.

 Il primo aereo

L'aeroplano ha una data di nascita precisa: è il 17 dicembre del 1903, quando i due fratelli statunitensi Orville e Wilbur Wright crearono il primo mezzo in grado di sollevarsi da terra e di volare in modo controllato grazie a un motore e lo fecero alzare in volo vicino alla cittadina di Kitty Hawk. In realtà quel mezzo, chiamato Flyer, non aveva molto in comune con un aereo dei nostri giorni. Prima di tutto era un biplano, cioè aveva due coppie di ali sovrapposte e non una sola come gli aerei moderni. Per decollare utilizzava una rotaia simile a quella di un tram, e si faceva dare una 'spinta' da una specie di catapulta. Anche così, però, riusciva a fare solo poche decine di metri sollevandosi poco dal terreno. Nonostante questo, quel 17 dicembre fu un giorno memorabile, perché per la prima volta un essere umano si alzava in volo su un mezzo meccanico.

Primo volo in pubblico dei fratelli Wright - Almanacco

https://blogger.googleusercontent.com/img/proxy/AVvXsEhkiC1dUS_Y-jaH-6MaEILfSf7n4Px6r28vNo9BT1-MYgDOL-44_q8K8rLkmmiSRDw2p0Xl7ZSPcdGsAkmW-LafeBsdAnWMLraFtRq37bVN7opcR015X2cxhnRSdunc0PUzCX6_5MhaDgzo7QgyNydUHw=

Per muovere questi colossi serviva  un motore potente , il motore a scoppio, quello usato anche per le automobili, che fu inventato poco dopo il 1870. E che i fratelli Wright, e dopo di loro molti altri inventori, montarono sul loro Flyer.

Il primo volo a motore - Wired

https://images.wired.it/wp-content/uploads/2013/12/1387210391_primovolo.jpg

Inizialmente gli aerei vennero usati per scopi militari, prima per ricognizioni e in seguito vennero armati e utilizzati nelle guerre.

Sopwith Camel - Wikipedia

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/2/28/Sopwith_F-1_Camel.jpg


Usi civili:

Fino alla Prima guerra mondiale gli aerei non erano abbastanza affidabili per il trasporto regolare di passeggeri, tanto che per i primi esperimenti di questo tipo fu usato molto più spesso il dirigibile. Solo verso la fine degli anni Dieci i velivoli diventarono abbastanza affidabili da essere usati prima per il trasporto postale e poi per il trasporto passeggeri. Dal 1919 in poi si ebbero i primi servizi regolari di trasporto in Germania, Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti. I primi voli passeggeri si svolgevano su aerei militari leggermente modificati e solo molto più tardi cominciarono ad apparire aerei progettati espressamente per il volo civile. Negli anni Venti nacquero le prime grandi compagnie aeree nazionali, o 'di bandiera', molte delle quali esistono tuttora, come la British Airways inglese, l'Air France, la KLM in Olanda e così via.

Un po' di storia sull'aereonautica: il primo volo di linea

https://galleriaeronautica.it/wp-content/uploads/2017/05/alitalia-primo-volo004-1000x600.jpg

Inizialmente gli aerei erano dotati di eliche che servivano per spingere l’aereo in avanti come succede nelle navi, ma non era abbastanza perché necessaria una velocità superiore, venne quindi inventato il motore a reazione.

Per riuscire ad aumentare la velocità degli aerei si cominciarono a sperimentare le turbine a gas e quindi la propulsione a getto (jet). In questo tipo di motore, una ventola risucchia l'aria dal davanti; un compressore ne aumenta la pressione, poi all'aria viene aggiunto un carburante e una scintilla fa sì che la miscela si accenda. I gas, esplodendo, si espandono ed escono ad alta velocità dalla parte posteriore del motore, spingendo in avanti l'aereo.


3. Esempi quotidiani - Il terzo principio della dinamica

https://sites.google.com/site/classeiiazappafermi/_/rsrc/1472764071868/home/4-esempi-quotidiani/1_par6_aereo_520x_9a35d35585637a2c44e37c4a35e1ca38.jpg

Con il passaggio ai motori a reazione, che avvenne su larga scala a partire dagli anni Cinquanta, i tempi di viaggio anche per i tragitti più lunghi si abbassarono moltissimo, diventò possibile costruire aerei molto più grandi e capienti, e quindi l'intera economia del volo civile cambiò. Il trasporto di passeggeri ebbe un rapido e grande sviluppo e alla fine degli anni Sessanta l'aereo aveva ormai ampiamente superato la nave come mezzo di trasporto per le grandi distanze.

http://www.treccani.it/enciclopedia/aeroplano_%28Enciclopedia-dei-ragazzi%29/







domenica 10 maggio 2020

Step 14 : Nell'Ottocento


La rivoluzione industriale

Fra la metà del 18° secolo e il 1830 circa si sviluppò, a partire dall’Inghilterra, un cambiamento epocale per l’umanità: la prima rivoluzione industriale. Prima di allora il mondo aveva come unica possibile fonte di forza meccanica, per qualunque lavorazione (agricola o artigianale) o per la trazione di mezzi destinati al trasporto di persone o cose, solo le braccia dell’uomo o qualche animale domestico, come il cavallo o il bue. È proprio la macchina a vapore, perfezionata da Watt, a determinare un cambiamento epocale che ha permesso all’umanità per la prima volta nella storia di svincolarsi dalla fatica fisica con un mezzo in grado di fornire, con continuità, potenza e lavoro meccanico.
Il cambiamento iniziò con le prime applicazioni della macchina a vapore alle pompe idriche usate per le miniere e alle macchine associate ai telai per la produzione tessile, ma ben presto investì e trasformò radicalmente ogni aspetto della vita economica e sociale, dalla produzione di beni ai trasporti. La rivoluzione industriale si espanse in brevissimo tempo dall’Inghilterra all’Europa occidentale prima e negli altri paesi in seguito. Il cambiamento fu così importante e capillare, oltre che rapidissimo, che molti storici paragonano questo periodo al Neolitico, la remota epoca della preistoria in cui avvenne la prima rivoluzione agricola con il passaggio dalla vita nomade alla coltivazione stanziale dei campi.

La locomotiva

La locomotiva, il veicolo che fornisce la potenza per la trazione di un intero treno, è forse la macchina a vapore più nota, anche se, dopo essere stata utilizzata per quasi due secoli, è oggi praticamente scomparsa dalle ferrovie moderne. Le prime locomotive, abbastanza rudimentali, vennero sviluppate a partire dal 1804 e per produrre il vapore utilizzavano carbone, ma anche legno od olio combustibile.

La prima locomotiva a vapore a correre su dei binari alla testa di un convoglio merci e passeggeri fu, nel febbraio 1804, la Penydarren di Richard Trevithick.

RICHARD TREVITHICK (1771-1833) inventore inglese e ingegnere ...

La prima locomotiva in Italia entrò in servizio il 3 ottobre 1839 sulla linea Napoli-Portici, una delle prime ferrovie europee. La massima velocità raggiunta da una locomotiva a vapore, che trainava un convoglio standard di 6 vagoni passeggeri, è stata di ben 203 km all’ora, record che venne stabilito in Inghilterra nel lontano 1938.



George Stephenson e la locomotiva a vapore - Il Dialogo di Monza


Le locomotive a vapore vennero sostituite, a partire dalla fine della Seconda guerra mondiale, dalle motrici diesel-elettriche, più efficienti e che richiedono meno personale e minore manutenzione per funzionare correttamente. Infatti si calcola che il costo di esercizio di una locomotiva a vapore sia almeno tre volte maggiore di quello di una diesel-elettrica. Qualcuna esiste ancora in Europa e viene utilizzata per brevi viaggi speciali, riservati ai turisti che vogliono rivivere il fascino dei vecchi treni.
Per altre info :

Navi a vapore

L’idea di applicare la macchina a vapore al trasporto sull’acqua è vecchia tanto quanto la sua stessa invenzione. I primi tentativi, infruttuosi, risalgono infatti allo stesso Papin. È però con lo sviluppo della macchina a vapore di Watt, sufficientemente efficiente e affidabile, che iniziano la costruzione e l’utilizzo di natanti e navi di tutte le dimensioni in cui la propulsione è assicurata da una macchina a vapore.
Il cambiamento fu della massima importanza per la navigazione, fino ad allora costretta ad affidarsi a remi e vele per far viaggiare le navi su fiumi, laghi ma soprattutto mari: finalmente si disponeva di una riserva di potenza utile per far viaggiare comunque una nave senza dover dipendere dai venti. 
Il piroscafo definito anche nave a vapore, battello a vapore, è un mezzo di trasporto usato durante il XIX secolo e inizio del XX secolo per navigare utilizzando una trazione con motore a vapore. Inizialmente si muoveva con un paio di ruota a pale grandi e laterali, successivamente con elica.Vi sono imbarcazioni con due tipologie di trazione (entrambi con necessità di un generatore di vapore): rotativo (cioè turbina a vapore)e alternativo (cioè motrice alternativa). Il motore alternativo è quello che avuto più successo ed infatti è stato poi sostituito dal motore diesel, anch'esso alternativo.


11 febbraio 1809: Fulton brevetta la nave a vapore -


Ancora oggi molte navi che fanno servizio, per esempio sui laghi, vengono chiamate vapori anche se viaggiano grazie a motori diesel. A Venezia i mezzi di trasporto pubblico, grandi motoscafi da 150 a 300 posti che nella città lagunare svolgono le funzioni proprie degli autobus nelle altre città, vengono familiarmente chiamati vaporetti.

Vaporetto - Autobus acquatico di Venezia









Step 13 : Nel Settecento


La macchina a vapore.

Il diciottesimo secolo ha avuto importanti invenzioni tecnologiche, che hanno portato a definire in seguito, alla prima grande rivoluzione industriale, la macchina a vapore è una di queste. Grazie a queste innovazioni si inizierà a pensare a metodi alternativi per trasportare persone e oggetti.
La macchina a vapore è un sistema per produrre lavoro meccanico a spese dell’energia termica. Anche se le attuali macchine a vapore, molto perfezionate, sono abbastanza complesse, lo schema di base è sempre lo stesso: una sorgente di calore porta all’ebollizione una certa quantità di acqua producendo vapore che, espandendosi, preme sulle pareti del contenitore mettendo in movimento un pistone. Usata per almeno due secoli come base per la costruzione di macchine industriali, per far viaggiare locomotive, navi e anche automobili e autocarri, la macchina a vapore, nella versione a turbina, trova ancora un uso importante nella produzione di energia nelle centrali nucleari o nelle grandi navi militari.
Una macchina a vapore converte l’energia termica del vapore in lavoro meccanico.
Il vapore può venire convogliato, con tecniche molto diverse, su un pistone o una turbina, che si mettono in moto per la pressione che ricevono, producendo lavoro meccanico.
Uno dei vantaggi della macchina a vapore risiede nel fatto che è possibile usare qualunque combustibile, o fonte di calore. Sono state sviluppate macchine funzionanti a carbone, legna, gasolio e altri combustibili diversi. Queste macchine fanno funzionare pompe idrauliche, forniscono potenza a macchine, specie nell’industria manifatturiera, hanno fatto o fanno marciare le navi e, naturalmente, i treni, che hanno rappresentato la maggiore applicazione pratica di questa macchina. La macchina a vapore è stata forse l’elemento fondamentale nella prima rivoluzione industriale.

Occorre arrivare al 1690 per trovare una macchina a vapore, sviluppata dal fisico francese Denis Papin. La macchina di Papin è molto semplice e poco potente, ma perfettamente funzionante, tanto che trovò anche qualche applicazione per la costruzione di pompe per l’acqua. È costruita secondo uno schema veramente essenziale. Un cilindro metallico contenente un pistone serve come bollitore in cui l’acqua, che riempie il fondo, viene portata a ebollizione grazie a una sorgente di calore posta al di sotto. Il vapore, man mano che si sviluppa, preme sul pistone, che inizia a sollevarsi verso l’alto. Quando il pistone è arrivato al massimo del cammino che gli è permesso, la fonte di calore viene tolta. In questo modo la temperatura dell’acqua diminuisce e il vapore si condensa mentre il pistone, non più sostenuto dalla pressione esercitata dal vapore stesso, cala verso il fondo del bollitore. Come si può capire il funzionamento è piuttosto laborioso, lento e inefficiente, tuttavia la macchina a vapore di Papin è la prima che abbia realmente funzionato e trovato applicazioni pratiche.



Denis Papin



Denis Papin costruì nel 1707 il primo battello a vapore con ruote a pale azionato da una macchina a vapore che lui stesso aveva inventato alcuni anni prima. Questo battello avanzava grazie cilindri-pistoni a vapore che determinavano un movimento in avanti e all'indietro sull'asse trasversale di due ruote a pale, posizionate su ogni lato dello scafo. Purtroppo nel settembre del 1707, mentre Papin a bordo della sua imbarcazione viaggiava da Cassell fino a Wesern , alcuni marinai invidiosi si impossessarono del battello e della macchina che distrussero dopo alcuni giorni di navigazione. 


Chi è stato un inventore che ha perso l'occasione di passare alla ...


La macchina a vapore di James Watt

Il più importante progresso nel campo delle macchine a vapore è dovuto a James Watt, uno scienziato scozzese che operò tra la fine del 18° e l’inizio del 19° secolo.
Watt sviluppò una serie di modifiche alla macchina di Newcomen che portarono alla realizzazione di quella che può essere considerata come la prima vera macchina a vapore moderna. La prima portò a un motore dotato di camera di condensazione del vapore separata, mediante la quale si riuscivano a ridurre le perdite di vapore che si verificavano nel continuo alternarsi di riscaldamenti e raffreddamenti dell’unico cilindro della macchina di Newcomen.



Macchina a vapore di Thomas Newcomen - Wikipedia
(macchina a vapore di Thomas Newcomen)


Con l’introduzione della seconda camera, inoltre, si ottiene il risultato che è la stessa pressione del vapore a svolgere il lavoro, e non quella atmosferica che nella macchina di Newcomen era responsabile dell’abbassamento del cilindro.


Macchina a vapore di James Watt - Wikipedia
(macchina a vapore di James Watt)


Questa modifica introdotta da Watt fu importante, tuttavia la maggiore innovazione della sua macchina era costituita da un particolare miglioramento che forse oggi può sembrarci banale. Egli riuscì infatti a realizzare un semplice meccanismo che trasformava il moto del pistone, rettilineo dal basso verso l’alto e viceversa, in un moto circolare continuo, grazie a un volano e a un meccanismo a biella simile a quello delle macchine a vapore più moderne. Infine, aumentò notevolmente l’efficienza del motore a vapore inserendo una seconda valvola che permetteva di introdurre vapore nel cilindro sia dal basso, durante il moto del pistone verso l’alto, sia dall’alto, quando il pistone era giunto al massimo della sua corsa, per agevolarne il ritorno verso il basso della camera.
Grazie a questa straordinaria invenzione ci sarà una rivoluzione nei trasporti e nell'industria.



sabato 2 maggio 2020

Step 12 : ''Trasferire'' nel Medioevo

Come visto per il periodo antico, anche nel Medioevo era necessario  per la sopravvivenza dei popoli,il trasferimento di beni di prima necessità e
persone da una parte all'altra.
A differenza del periodo antico, ci furono però delle problematiche legate alle invasioni barbariche.


Le vie di terra

II succedersi delle invasioni barbariche, a partire dal V-VI secolo, rese insicure le comunicazioni terrestri in tutta l'area dell'Impero Romano in disfacimento. Nonostante i danni derivanti dalla mancanza di manutenzione, i traffici via terra continuarono a fruire anche nel medioevo della stupefacente rete stradale realizzata dai Romani per fini strategici e commerciali. La sua estensione è ben rappresentata nella Tabula Peutingeriana, una delle più antiche carte geografiche esistenti.




Dove la rete stradale rimase in discreta efficienza, i trasporti continuarono ad avvenire utilizzando carri molto simili a quelli in uso in epoca romana.




Quando l'uso dei carri non era possibile, i traffici avvenivano con l'uso di cavalcature, di regola riservate al movimento di persone di elevato ceto sociale ,ma gran parte del movimento di persone e cose avveniva, verosimilmente, attraverso lunghi e pericolosi spostamenti a piedi.

Le vie d'acqua 

La difficoltà di utilizzare i percorsi terrestri rese necessario per quasi tutto il medioevo il ricorso alle vie d'acqua per i trasporti di persone e cose. Non che esse fossero immuni da ostacoli e pericoli; tuttavia risultavano meno onerose, più dirette, almeno dove vi fossero il mare o fiumi navigabili, e con rischi almeno in parte più limitati. Le vie d'acqua interne erano solcate da imbarcazioni di piccola dimensione.



I trasporti sulle più lunghe distanze marine, anche se effettuati mediante piccolo cabotaggio, richiedevano barche di maggior dimensione, derivate dalle romane navi onerarie, che trovarono una loro efficiente espressione nell'epoca delle città marinare nella nave tonda o cocca. 

Informazioni Marittime: Parte il restauro della nave medievale di ...


Queste navi, adatte al trasporto di merci nell'area mediterranea, avevano propulsione a vela il che le rendeva soggette allo spirare dei venti. Una valida alternativa a queste imbarcazioni furono per molti secoli quelle con propulsione mista a remi e a vela, cioè le galere. Nate per esigenze militari, furono utilizzate dai veneziani anche per i convogli commerciali, le cosiddette "mude", verso i porti dell'oriente e verso quelli atlantici. 

Leggi argomento - LE NAVI NEL XIII SEC.

Le galere furono utilizzate da tutte le marinerie del Mediterraneo, dai Bizantini ai Turchi, dal papato ai granduchi di Toscana, dai genovesi agli spagnoli e all'Ordine di Malta.
Nello stesso periodo, nel nord Europa i popoli vichinghi svilupparono un'imbarcazione a propulsione mista (remi e vela) che consentì la loro affermazione militare e commerciale: il drakkar.

Le navi vichinghe – VitAntica




Dalle navi tonde si svilupparono verso la fine del medioevo e all'inizio del rinascimento imbarcazioni di sempre maggior dimensione, adatte al commercio anche sulle rotte oceaniche: le caracche, le caravelle e, infine, i galeoni.




GOLDEN HIND - galeone | Golden hind, Sailing ships, Ship drawing


Essenziale per lo sviluppo dei trasporti marittimi fu l'introduzione di nuovi e più evoluti strumenti di navigazione, soprattutto la bussola e l'astrolabio, mentre venivano migliorate le rappresentazioni del mondo e le carte nautiche.
Senza questi strumenti di navigazione i trasferimenti sarebbero stati impossibili.




L'astrolabio di Carlomagno – Associazione culturale La Rucola

Navigazione e orientamento - Colombo

Non c'è stato dunque un passo avanti radicale per quanto riguarda i trasporti , ma le innovazioni navali sono state notevoli, tanto da permettere la navigazione verso nuovi continenti e la conseguente scoperta dell'America.

















domenica 26 aprile 2020

Step 11 : Nella pandemia

Il coronavirus compare per la prima volta a Wuhan a dicembre: l'11 gennaio è confermata la prima vittima nel Paese e il 13 il primo decesso fuori confine, in Thailandia. Poi si registrano casi in Usa ed Europa. Il 30 gennaio l'Oms dichiara l'emergenza globale e l'11 marzo la pandemia.


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Come avrete capito,il post odierno tratterà del fastidioso virus che sta creando disagi nel nostro paese e nel resto del mondo.
Le problematiche causate dal covid 19 sono molteplici: la scarsità di posti letto per i pazienti in terapia intensiva negli ospedali , l'incremento improvviso e il fabbisogno di mascherine ,i problemi legati al trasporto , alle relazioni sociali e lavorative dei cittadini.
Insomma era dai tempi della guerra che non si creava un disagio di queste dimensioni.
A causa dei pochi posti negli ospedali ,c'è stato il bisogno di trasferire i pazienti contagiati in altri stabilimenti provvisti di posti letto.
Sono state create delle associazioni, che si occupano del trasferimento dei contagiati in sicurezza 
come CROSS ossia Centrale operativa remota operazioni soccorso sanitario.


https://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2020/03/13/118-1050x551.jpg
https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/03/13/coronavirus-dentro-il-cervellone-del-118-che-da-lok-ai-trasferimenti-dalle-terapie-intensive-lombarde-ad-altre-regioni-situazione-critica/5735215/

Anche l'aereonautica militare si sta avviando per il trasporto dei pazienti in bio-contenimento,
sono quattordici ad oggi le missioni di trasporto effettuate dai velivoli dell'Aeronautica Militare per trasferire in sicurezza pazienti da un ospedale all'altro, alleviando così la pressione sui centri di cura del nord Italia in questo momento maggiormente interessati dal problema.


http://www.aeronautica.difesa.it/comunicazione/notizie/Pagine/coronavis-trasporto-bio-contenimento-Aeronautica-Militare.aspx

Inoltre, l'Infermeria Principale di Pratica di Mare, centro di riferimento per l'Aeronautica Militare per il trasporto di pazienti in  bio-contenimento, può avvalersi di una nuova ambulanza attrezzata per il trasporto di pazienti altamente infettivi. Si tratta di un mezzo altamente tecnologico e all'avanguardia, donato da Leonardo, società leader nell'Aerospazio, Difesa e Sicurezza, all'Aeronautica Militare, sul quale sarà possibile imbarcare direttamente – senza la necessità di ulteriori trasbordi su barelle più piccole – i pazienti precedentemente trasportati per via aerea con le speciali barelle ATI (Aircraft Transit Isolator), le stesse che la Forza Armata sta utilizzando anche in questi giorni per l'emergenza COVID.




Sempre per il trasferimento di malati è stata ideata una barella di bio-contenimento consegnata al Policlinico San Martino.


Se siete interessati a vedere come è nato tutto, nel link che vi allego è presente un articolo con mappe e fotografie dal primo caso alla pandemia globale.